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Millepiani n. 10, 1997, che figura anche come libro: Mike Davis,Geografia
dell'espressione. Città e paesaggi del terzo millennio, Mimesis Milano). Un insieme risultante da addensamento o infittimento.
Agglomerato urbano: gli edifici, le strade e altro che insieme costituiscono un centro
abitato. Ciò che è riunito adunato ammassato; la popolazione agglomerata nei centri
abitati; ciò che è raccolto insieme in una massa o grappolo, a ball; una massa raccolta
insieme. Così i dizionari. La "umana agglomerazione" è in senso generalissimo
una società. Quando è fissa sul territorio sarà qualcosa dal villaggio alla megalopoli.
A volte per convenzione l'agglomerazione di popolazione è un minimo di 50 persone in
edifici a non più di 200 m uno dall'altro (1);
insieme ad altre, forma una unità urbana o località abitata. Nel significato più
tipico, l'agglomerato è una città; oggi spesso - per fenomeni territoriali continui ma
meno compatti della città tradizionale, se non si usi il poetico "arcipelago" (2) - è un'area urbana che copre
abbastanza fittamente più comuni, o un'area metropolitana; in urbanistica sinonimo di
conurbazione, un insieme di più città vicine tra loro fino a saldarsi (3). William Gibson chiama
"l'Agglomerato" la New York del futuro (4). Ammassi urbani chiama un geografo le città con più di 300.000
ab. (5). Una agglomerazione urbana è
per gli statistici un insieme di località abitate contigue dal punto di vista
"fisico", cioè con una distanza inferiore a 250 m tra edifici e/o
infrastrutture in località confinanti (6).
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