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controspazio n. 2/2000) _____________________________________________ TERRITORI METROPOLITANI. "Il golfo è tutto adornato in parte dalla città in parte da residenze e piantagioni così contigue tra loro da offrire la vista di una città continua". Città diffusa? Conurbazione? Waterfront lineare? Napoli 2000 anni fa secondo Strabone. "Una metropoli che anticamente era un villaggio (tutti infatti abitavano sparsi in villaggi): ora, invece, è una città importante". Oscillazione anni '20-'80 del '900 sul tema della metropoli di villaggi? Milano 2000 anni fa, secondo Strabone. "Riesce difficile determinare il criterio secondo il quale la parte rurale possa distinguersi dalla parte urbana". Consapevolezza anni 70-90 che è scomparsa la differenza città/campagna? No. Sono parole di un consigliere comunale milanese del 1887. Il tipo di insediamento che si delineava - espansione urbana: i piani "regolatori e di ampliamento" dopo il 1860, l'urbanistica di Hilberseimer dove l'ampliamento della città è nel 1927 il problema fondamentale - verrà un secolo dopo teorizzato come metropoli: area dove alla tendenza centralizzatrice della città si accompagna una altrettanto potente onda centrifuga, e dall'interazione tra le due nasce un nuovo tipo di insediamento, non più città tradizionale e certamente neppure campagna (1). Alla regione urbana in espansione nella seconda metà del '900 viene spesso dato il nome di metropoli. Il temine conserva ancora il senso tradizionale di grande città che ha dall'antichità fino alla metà '900, ma sempre più spesso designa l'intera area che comprende la città e la sua espansione. Vi si riferiva nel 1969 la legge sulle ferrovie metropolitane: "territorio di un solo comune o di più comuni confinanti e comunque costituenti col comune più popolato un solo complesso urbano ovvero un unico comprensorio caratterizzato da insediamenti urbani, industriali e sociali comuni o interdipendenti". |
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