| (relazione al convegno
della CGIL Emilia Romagna, Grande distribuzione e organizzazione sociale, Bologna 21
Dicembre 1999, atti in corso di pubblicazione a stampa e gią disponibile in rete anche
nel sito della Filmcams-CGIL). Rapporto su
alcuni temi di fondo e su alcune ipotesi di proposte operative
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1. Alcuni temi di fondo.
1. 1. La disattenzione. Il
Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 114, recante norme in materia di "Riforma della
disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell'articolo 4, comma 4, della
legge 15 marzo 1997, n. 59", ha il merito di porre fine alla "sindrome da
disattenzione" che sembrava attanagliare da vari lustri gli urbanisti in materia di
commercio.
Quella
distrazione non aveva motivo di essere. Era del tutto arbitrario che gli urbanisti si
disinteressassero della materia con la motivazione che si trattava di materia propria del
piani commerciali, redatti da settori dell'amministrazione comunale diversi da quello
urbanistico; chč anzi, essendo evidente ed ovvio il risvolto urbanistico
dell'organizzazione commerciale, da subito gli urbanisti avrebbero dovuto attivamente
occuparsene, richiedendo di prendere parte alla stesura dei piani commerciali. Del resto,
la natura di sostanziale strumento urbanistico dei "piani di sviluppo ed adeguamento
della rete di vendita" appariva anche se in modo non limpido dalla stessa legge
istitutiva, 11 giugno 1971 n.426, oggi abrogata, dove si indicavano (art. 13 e 14) i
collegamenti tra le regole di insediamento delle attivitą commerciali e gli strumenti
urbanistici vigenti, e dal successivo Regolamento di esecuzione D.M. 14 gennaio
1972, che (art. 32) imponeva chiaramente una subordinazione alle scelte urbanistiche (1), con l'obbligo ai piani commerciali
di osservare le norme stabilite dai piani regolatori intercomunali, territoriali, e
regionali e le indicazioni di "urbanistica commerciale" provenienti dagli organi
regionali.. |