| Ad ogni epoca la sua
razionalità. Ad ogni epoca le sue bellezze, il palazzo Stoclet di Hoffmann a Bruxelles
all'inizio del secolo, la nuova galleria nazionale di Mies a Berlino negli anni '60, la
Balena Blu di Pelli a Los Angeles nel 1971. E le anticipazioni date dall'espressionismo di
Mendelsohn nel '17 oggi sono rese possibili dalla tecnologia; come l'invenzione del Marina
County di Wright 40 anni fa oggi serve da scenario nel film di fantascienza Gattaca; come
le forme del Guggenheim di New York di 40-50 anni fa sono oggi una delle trame
dell'omonimo museo di Gerhy. Tutta la razionalità moderna - non solo in architettura - si
nutre di vivi e plurisecolari intrecci con qualche irrazionalità, che per gli architetti
è un cruccio e insieme un alimento indispensabile. Non stupisce, all'opposto, che il museo di Bilbao possa piacere smisuratamente, per la libertà e per il futuro, agli attoniti studenti, ai meditabondi professori, o a chi sente o anche solo cerca il nuovo. Potrà allora figurare nella copertina di un libro come una bandiera (1). 2. Lo spazio necessario. Lo stravagante inizio ci serviva per introdurre qualche considerazione sul senso di libertà nel costruire architetture e città. Espressione libertà movimento estensione. Lo spazio, lo spazio esteso è indispensabile per la vita fisica. Ancora oggi si fa ricorso al concetto antico: per Aristotele lo spazio è una categoria che indica la quantità occupata da un corpo, il "dove", il "posto"; un contenitore (2), nozione più generica di quella di luogo ("nel liceo", " in piazza", esemplifica nel concreto Aristotele, che poi ancora, come esempio concreto di quantità ci dà una lunghezza, qualcosa che ha a che fare con la distanza e quindi di nuovo con lo spazio). In seguito la nozione si apre, quando altri filosofi antichi vi aggiungono l'estensione. Un corpo, la materia, occupano uno spazio, e lo spazio ha un'estensione, corpi e materia si estendono nello spazio. |
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