| E' interessante che già in quell' articolo del 1995 LG
dedicasse un paragrafo a "Imperativi di competizione economica e rischio di
esclusione sociale", e chiudesse l'articolo (p. 91) proponendo di tener conto
delle trasformazioni di economia, istituzioni, strutture sociali, interessi, approccio in
termini di "economia politica sociologizzata, dove il termine politica è
altrettanto importante di quello di economia (les italiens impiegano a volte
l'espressione di new political economy), ispirata da Max Weber e K. Polanyi,
approccio che è servito soprattutto negli studi di sociologia economica". E allora, sono sempre tanto importanti le questioni lessicali su governance e attori e città europea? E sono sempre tanto importanti i riferimenti al neolocalismo italiano primi anni 90 (3), quasi a farvi rientrare cose che si facevano in verità fin dalla crisi petrolifera anni 70: iniziative dei comuni per trovare occasioni di lavoro agli abitanti in tempo di crisi, senza pensare a marketing territoriale o logiche da Italia borghigiana ritornanti di recente a Bevagna - Europa 21 luglio 2006 - , con il "museo diffuso" - sembra di stare ai tempi degli storici francesi dei "terroirs" con vini, cru, salumi e "passeoscope", con l'Italian style of life visto dai giornali turistici anglosassoni -, e "i territori" magari di scuola brianzola lenta, e senza troppo chiedersi se nascevano, quelle iniziative, dalla città, o dal sindaco, o dai sindacati, o dalle élites (magari stagionatissime: un presidente Rai scendeva dritto dai tempi di Ezzelino) ? E, possiamo aggiungere, è ancora tanto seducente la lucida freddezza di impostazioni che inevitabilmente ci richiamano il clima della sistemica politica à la David Easton, già abbastanza consumata fin dagli anni 60? Quanto al tema della governance, sembra oggi un pò appannato, dopo tanto abuso e ambiguità del termine, se pensiamo che per es. governance urbana è usato, mi pare a scala più vasta, come capacità degli stati di tenere sotto controllo il fenomeno urbano, e quindi come eventuale e mutante pianificazione del territorio (4), da Neil Brenner, New State Spaces. Urban Governance and the Rescaling of Statehood, Oxford 2004 (studio nato a metà anni 90 quando era "graduate student in political science" a Chicago; cita anche LG (2002 Oxford) su città europee governance e conflitti: gli accavallamenti editoriali e accademici non ci sono solo da noi ! ). |
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