Riflessioni di lettura, pubblicate in rete nei siti <architettura.it> e <archimagazine.com>, a proposito del libro di
Patrizia Mello Metamorfosi dello spazio - Annotazioni sul divenire metropolitano
Bollati Boringhieri 2002, pp. 153, € 13.00
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di Michele Sernini

Nella fissitą dello schema con il quale da anni si descrivono o si esaltano alcuni modi che assume la trasformazione dello spazio urbano e metropolitano, questo libro introduce una utile serie di screpolature, grazie all'intreccio tra diversi aspetti: le modificazioni spaziali, e la loro valutazione; i disagi del vivere la
condizione presente, e la sua accettazione; la progettualitą dell'architetto.
Negli anni '80 qualche voce isolata ( specialmente Virilio; ma ricordo un mio scritto del 1982, "telematica e cittą virtuale") censiva e criticava via via le modifiche spaziali per le quali dalla cittą del novecento attraverso la
cittą-intervallo si stava passando alla frammentarietą dell'area metropolitana, della cittą-metropoli, della cittą in genere. Oggi Koolhaas ci rovesca addosso l'amaro canto che coinvolge nel junkspace tutta la cittą l'architettura e la societą. In mezzo, da una decina d'anni abbiamo invece assistito ad un'ondata di produzioni, ammantate da civetterie filosofiche o antropologiche a sfondo estetico, che elogiavano, o esaltavano, tutta una serie di nuovi dispositivi spaziali e di civiltą: i parchi tematici, Disney, i centri commerciali, la vita in autostrada (da non automobilista la chiamo l'ebrezza del parabrezza), la superioritą del virtuale sul reale e comunque la sua inescapabilitą, la periferia che da margine disprezzato o da soglia di nascondimenti sociali si fa ambita
primizia del nuovo modo di vivere. E ancora, la societą dello spettacolo, dell'immagine, del consumo, del tempo libero.

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