1 A. Betsky, "Nothing but Flowers: Against Public Space", in M. Bell, Sze Tsung Leong (edited by), Slow Space, New York 1998.
2 G. Dubois-Taine e Y. Chalas, La ville emergente, La Tour d'Aigues 1997, si rifanno al documento di J. Mayoux, Demain, l'espace. L'habiat individuel péri-urbain, Paris .1979 di cui si parlava già in M. Sernini, La città disfatta, Milano 1988 (3a 1994), p. 189; ma il peri-urbano era in crisi già 10 anni dopo: "Le péri-urbain en question", Nouvelles de l'Observatoire - Service Technique de l'Urbanisme n. 25, 1990, suppl. a Diagonal n. 81. Perplesso sul suburbio era M. Roncayolo, La ville et ses territoires, Paris 1990, ultimo cap., su cui M. Sernini, Progetto urbano e società, Milano 1991 f.c. L'antiurbanesimo francese è tuttora criticato: F. Ascher, La République contre la ville, La Tour d'Aigues 1998; J-P. Sueur, Demain, la ville , rapporto al ministro per l'occupazione e la solidarietà sociale, Paris 1998. Sulla previsione di Mumford J. Holtz Kay, Asphalt Nation, Berkeley 1998. Tratta la supplenza che il virtuale darebbe al reale P. Virilio, Intervista, archis n. 11, 1998, sottolineando che il virtuale prende piede a causa della crisi dello spazio reale, immediato, tradizionale. Sul tema, che tratto da 15 anni, una mia intervista in C. Caramel, "La città disfatta", Modo n. 190, 1998.
3 Sulla collocazione di teoria e pratica urbanistica in campi differenti ancora di recente A. Faludi, "Why in Planning The Myth of Framework Is Anything but That", Philosophy of the Social Sciences, vol.28, n.3, 1998. V. anche S. Moroni, Urbanistica e regolazione, Milano 1999.
4 M. Sernini, "La svolta ragionevole", L'Indice dei libri del mese, giugno 1999
5 In parziale e ingiustificabile crisi anch'essa: N. R. Fyfe (edited by), Images of the Street. Planning identity and control in public space, London 1998; P. Gaboriau, La Civilization du trottoir, Paris 1995; S. G. Davis, "L'espace urbain perverti par les 'loisirs' ", Le Monde diplomatique, gennaio 1998; B. Edelman, E. Roskis, "La rue privatisée", stessa rivista, luglio 1997
6 T. Hall, P. Hubbaard, The Entrepreneurial City, Chichester 1998; C. Boyer, "The Great Frame-Up: Fantastic Appearances in Contemporary Spatial Politics", in H. Liggett, D. C. Perry (edited by), Spatial Practices, Thousand Oaks 1995
7 L. H. Lofland, The Public Realm. Exploring the City's Quintessential Social Territory, New York 1998. Anche R. Koolhaas in un'intervista critica l'impoverimento dello spazio pubblico nell'attuale organizzazione commerciale: "Hyper Building", Dazed & Confused, settembre 1999
8 M. Sernini, "Il pennacchio etnico dell'architettura", Modo n. 124, 1990
9 Come è noto l'architetto nel progettare edifici si sente vincolato dallo zeitgeist ( P. Tournikiotis, The Historiography of Modern Architecture, Cambridge, Mass. 1999, cap.5 che studiando Banham esamina il passaggio tra la prima e la seconda età della macchina); ma, quando si organizzano gli spazi pubblici e la trama urbanistica, occorre molta più cautela e distanziamento dalle "regole", peraltro misteriose quanto ai contenuti e agli autori, dello spirito del tempo e delle sue presunte scadenze "totali".
10 Su alcune esagerazioni V. Picon-Lefebvre (direc.), Les espaces publics modernes, Paris 1997
11 H. Schwartz, The Culture of the Copy, New York 1996; Yi-Fu Tuan, S. D. Hoelscher, "Disneyland. Its place in world culture", in K. A. Marling (edited by), Designing Disney's Theme Parks. The Architecture of Reassurance, Paris-New York 1998
12 D. R. Judd, S. S. Fainstein (edited by), The tourist city, New Haven 1999: le consuete critiche populiste al consueto approccio snob sul tema mancano il bersaglio, avendo comunque la città messa sotto vetro per i soli turisti qualcosa che alla lunga non funziona.
13 D. Harvey, " The New Urbanism and the Communitarian Trap", Harvard Design Magazine, winter/spring 1997
14 La distinzione tra culturalisti e progressisti rispecchia l'impostazione urbanistica di chi contrappone due soli tipi di insediamento, la piccola dimensione e il suburbio, come fanno S. Chermayeff, Ch. Alexander, Spazio di relazione e spazio privato, Milano 1968, in polemica con J. Jacobs, The Death and Life of Great American Cities, New York 1961, come continuerà a fare Alexander proponendo la segmentazione degli spazi urbani.
15 Da Rieseman, La folla solitaria (1950), Bologna 1956, 4a ed. 1973
16 A. Pope, Ladders, New York 1996
17 S. Chermayeff, A. Tzonis, La forma dell'ambiente collettivo, Milano 1972
18 R. Fishman, "Re-Imagining Los Angeles", in M. J. Dear, H. E. Schockman, G. Hise (edited by), Rethinking Los Angeles, Thousand Oaks, 1996
19 M. Davis, Ecology of Fear, New York 1998
20 D. Harvey, The Urban Experience, Oxford 1992; I. Joseph, La ville sans qualités, La Tour d'Aigues 1998; R. Sennett, Flesh and Stone, London 1994; G. Lipovetsky, "Espace privé, espace public à l'âge postmoderne", in AA.VV., Citoyenneté et urbanité, Paris 1991. Spazi pubblici in A. Heckscher, Open Spaces, New York 1977; F. Spirito, Tra le case. La ricerca degli spazi pubblici, Roma 1991; C. Greed, M. Roberts (edited by), Introducing Urban Design: Interventions and Responses, Harlow 1998
21 E. Pascucci, " Intimate (Tele)visions", in S. Harris, D. Berke (edited by), Architecture of the Everyday, New York 1997. Il tema populista-chic e generazionale torna in A. Betsky, cit. Ma i giovani oggi si dice siano meno legati alla televisione di quelli di dieci anni fa.
22 R. Sennett, The Fall of Public Man (1972), New York 1992.
23 D. Monjardet, Ce que fait la police. Sociologie de la force publique, Paris 1996. Su vari eccessi in tema di "sicurezza" M. Sernini, "Urbanistica della separatezza/urbanistica della connessione", Archivio di studi urbani e regionali n. 59, 1997. V. anche A. Petrillo, "L'insicurezza urbana in America", aut aut n. 275, 1996.
24 E. McKenzie, Privatopia, New Haven 1994
25 P. Dauzier, Le marketing de l'apocalypse, Paris 1998
26 Per es. H. Ibelings, Supermodernism. Architecture in the Age of Globalization, Rotterdam 1998; R. Sierksma, " La Terra Trauma: Architects in the Land of Postmodernity", in M. Speaks (ed.), The critical Landscape, Rotterdam 1996. Si tratterà di architetti ben consapevoli della condizione postmoderna ma attenti alle trappole di una sclerotica e burocratica filosofia postmoderna. Del resto, molti zombi metropolitani, le folle invisibili ma presenti, non sempre sono nelle condizioni di gustarsi l'estetico ed estatico banchetto a base di simboli: S. Lash, "The Sublime and the Informational City", in J. Verwijnen, P. Lehtovuori (edited by), Managing Urban Change, Helsinki 1996.
27 Più interessante del classico vecchio E. Goffman, La vita quotidiana come rappresentazione (1959), Bologna 1969 è oggi I. Joseph, cit.
28 S. Rodotà, Il terribile diritto, Bologna 1990
29 A. Bixio, Proprietà e appropriazione. Individuo e sovranità nella dinamica dei rapporti sociali, Milano1988; F. Carletti ( a cura di), Demani civici e risorse ambientali, Napoli 1993; V. Cerulli Irelli, Proprietà pubblica e diritti collettivi, Padova 1983
30 P. Boucheron, Le pouvoir de bâtir. Urbanisme et poitique édilitaire à Milan (XIVe-XVe siècles), Rome 1998
31 K. G. Schelle, L'art de se promener (orig. tedesco 1802), Paris 1996
32 G. Busino, "Opinione", Enciclopedia Einaudi vol. 10, Torino 1980
33 J. Habermas, Storia e critica dell'opinione pubblica (1962), Bari 1971
34 Una interessante ripresa del vecchio tema della "natura delle cose" si trova in S. Moroni, "Regole tecnonomiche e natura delle cose immobili" etc. Sociologia del diritto n. 3, 1997
35 R. Zancan, "La ville...à la Charte. Una riflessione sul lavoro come tema della Carta d'Atene", Cà Tron n. 10, 1998
36 La biografia di Le Corbusier in J-M. Leniaud, Les bâtisseurs d'avenir, Paris 1998
37 M. Castells, The Information Age: ecoonomy, society and culture, vol. III, Oxford 1997. Ma sorveglianza e urbanistica si accompagnano da cent'anni: F. Bucci, "Territoires of Surveillance", Rassegna n. 70, 1997; D. M. Steiner, "The Truman Show", Domus n. 816, 1999
38 C. Lemert, Postmodernism Is Not What You Think, Oxford 1997. Analoga è la tripartizione, più sociologica, risolta nella dicotomia tra atteggiamento critico e acritico, tra i nostalgici rétro, i postmoderni con preferenze nostalgiche, e i riformisti che elaborano partendo dalla modernità: F. Ascher, cit. V.anche il poscritto in R. Rorty, Philosophy and Social Hope, London 1999. Sulle anticipazioni del pensiero postmoderno presenti in quello moderno o precedente R. Brandt, D'Artagnan o il quarto escluso, Milano 1998. Su alcuni punti insoddisfacenti della metodologia postmoderna nelle discipline storiche E. Hobsbawm, On History, London 1998, cap. 15 (1990)
39 M. Sernini, "I centri commerciali 10 anni dopo", Commercio n. 63, 1998. Sul progressivo ritrarsi delle pratiche di uso pubblico e pedonale degli spazi urbani dentro spazi protetti e separati, essendo la città via via diventata luogo principalmente di reti di traffico non pedonale, N.J.Habraken, The Structure of the Ordinary, Cambridge, Mass. 1998: la tendenza ha cinquant'anni, l'abitudine "non è stata ancora digerita dalla nostra comprensione collettiva", ma non si escludono possibili fertili sviluppi di nuova vitalità urbana.
40 Sulla mescolanza di popolazioni M. Sernini, Terre sconfinate, Milano 1996; M. Sernini, Milano.Una forma di città, Soveria Mannelli 1998; P. Guidicini, G. Pieretti (a cura di), Città globale e città degli esclusi, Milano 1998; A. Maalouf, Les identités meurtrières, Paris 1998; S. Sassen, Migranti, coloni, rifugiati, Milano 1999.
41 J. Gehl, L. Gemzøe, Public spaces - public life, Copenhagen 1996