1 Per es.:"L'iniziativa delle province piemontesi in materia di piani territoriali", Urbanistica informazioni n. 137, 1994
2 Così E. Ferrari, "Le nuove funzioni delle province e delle città metropolitane", nel Quaderno Isap n.30, Funzioni da trasferire agli enti locali dell'area metropolitana dopo la legge 142/1990, Giuffrè, Milano 1993, p. 60; su "dilemmi interpretativi" B. Caravita, "Interessi e territorio: chi decide sulla natura dell'interesse?", in G.C. De Martin, G. Meloni, F. Merloni (a cura di), Regioni e riforma delle autonomie, Giuffrè, Milano 1995.
3 M. Sernini, "La riforma del governo urbano", Archivio di studi urbani e regionali n.15, 1982.
4 L'intervento di E. Rotelli in Isap, Quaderno n. 27, Verso il governo dell'area metropolitana, Giuffrè, Milano 1990. Accenni anche in M.R. Spasiano, L'organizzazione comunale. Paradigmi di efficienza pubblica e buona amministrazione, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1995.
5 M. Sernini, "I comprensori nella politica di stratificazione istituzionale", Archivio di studi urbani e regionali n.2, 1977.
6 A. Crosetti, Profili giuridici della riorganizzazione sovracomunale del territorio, Giuffrè, Milano 1979; Istituto universitario di studi europei di Torino, L'ente intermedio, Giuffrè, Milano 1981.
7 Per dirla con Zagrebelski, in Fondazione Agnelli, La riforma dell'amministrazione locale, Edizioni della Fondazione, Torino 1978. Non accetta l'indebolimento comunale G. Mor, "Interessi locali e garanzia costituzionale delle autonomie territoriali", in G.C. De Martin, G. Meloni, F. Merloni (a cura di), Regioni e riforma delle autonomie, cit.
8 Biasini, La Malfa, Mammì, Agnelli Relazione alla Proposta di legge per l'istituzione dei comprensori, 28 luglio 1977, Camera dei Deputati n. 1685.
9 M. Sernini, "Fatti e principii innovativi nei processi di decisione riguardanti le aree metropolitane", Il Foro Amministrativo, 1972.
10 L'ostilità perdura dopo la 142: v. i rimproveri dell' Inu nella Deliberazione del Consiglio Nazionale n.2 /1992, Inu, La legge 142 ed i nuovi strumenti per il governo del territorio, Perugia 1993.
11 E' del 1982 M. Sernini, "Il problema del governo delle aree metropolitane", Formez, Aree urbane ed aree metropolitane, n. 43 dei Quaderni Regionali Formez, Napoli 1985.
12 F. P. M. Vonk, "Managing the Metropolis", in R. V. Knight, G. Gappert (edited by), Cities in a Global Society, Sage, Newbury Park 1989.
13 M. Sernini, "Espandere il centro: città capitali, sistema urbano e decentramento funzionale", Archivio di studi urbani e regionali n. 48, 1993. V. anche P. Urbani, "L'assetto territoriale delle aree metropolitane", in N. Assini (a cura di), Manuale di diritto urbanistico, Giuffrè, Milano 1991.
14 M. Sernini, La città disfatta, Angeli, Milano 1988, 3a ed. 1994. Quanto all'impatto delle nuove tecnologie sull'insediamento territoriale, più volte ho rilevato già nei primi anni '80 le esagerazioni previsionali. Timidamente ora qualche appunto su virtuale e città in M.C. Boyer, Cybercities, Princeton Architectural Press, New York 1996. Studi americani di cui dà notizia la stampa (17 /9/ 1996) rilevano che, per il momento, la localizzazione di gran parte dell'utenza Internet più significativa si addensa in grandi aree urbane, avendosi un effetto cumulativo tra preesistenze e tecnologie.
15 Notizie in A. Tassi, "La legislazione regionale di attuazione della l. n. 142 del 1990", in G. C. De Martin, G. Meloni, F. Merloni (a cura di), Regioni e riforma delle autonomie, cit. Un cenno anche in M. Sernini, Terre sconfinate, Angeli, Milano 1996, p.11 in nota.
16 P. Antonelli, G. Palombelli, "Le Province: la storia, il territorio", in L. Gambi, F. Merloni (a cura di), Amministrazioni pubbliche e territorio in Italia, il Mulino, Bologna 1995.
17 Così E. Rotelli, nel Quaderno Isap n.27, Verso il governo dell'area metropolitana, cit., p.175.
18 L.Gambi, "L'irrazionale continuità del disegno geografico delle unità politico-amministrative", in L. Gambi, F. Merloni (a cura di), Amministrazioni pubbliche e territorio in Italia, cit.
19 V. Angiolini, "Le funzioni da conferire alla città metropolitana in Lombardia", nel Quaderno Isap n.30, Funzioni da trasferire agli enti locali, cit., p. 83
20 Il tema è assai controverso. V. tra gli altri F. Merloni, "Risultati delle indagini e prospettive di studio", in L. Gambi, F. Merloni, Amministrazioni pubbliche e territorio in Italia, cit.; G, Mor, op.cit.; B. Caravita, op. cit.
21 S. Giuliani, Le 19 provincie create dal duce, Tipografia del "Popolo d'Italia", Milano 1928.
22 Così M.S. Giannini nel 1971, riportato da P. Antonelli e G. Palombelli, op. cit., p.90. Vi sono almeno 50 città non capoluogo con più di 50.000 ab.; alcune, Monza, Sesto S. Giovanni e Torre del Greco, hanno più abitanti della provincia più piccola. Ne usciranno altre richieste di autonomia provinciale, mentre l'autonomia della collettività è già rappresentata dal comune. L'ansia è diventare città capoluogo, più che di valorizzare l'intera provincia. Si pensi poi alla Comunità del Garda, al Consorzio urbanistico di Malpensa, all'altopiano di Asiago o altro.
23 A. Stroppa, Atlante storico-geografico del lodigiano, Consorzio del lodigiano, Lodi 1994
24 F. Jameson, "Is Space Political?", in C.C. Davidson (edited by), Anyplace, Anyone Corporation-MIT Press, New York-Cambridge.Mass., 1995
25 Cer, Inu, Inarch, Rapporto sulla condizione abitativa in Italia, Conferenza mondiale Nazioni Unite Habitat II, Istanbul 1996
26 A. Clementi, "Trasformazioni dell'habitat urbano. I casi della valle del Pescara e della valle del Tronto", Quaderno della ricerca sulle trasformazioni dell'habitat urbano in Europa n 2, 1994. Di contesti e situazioni territoriali, contesti insediativi, forme insediative, trattavano vari autori in Urbanistica n. 96, 1989. Per una lettura dell'insediamento diffuso - volutamente non basata tutta su presupposti filosofici ancora in discussione (esaminati in parte in M. Sernini, La città disfatta, cit.) -: M. Sernini, "Appunti di ricerca intorno all'urbanoide in sviluppo tra le città di Padova, Venezia-Mestre, Treviso", in F. Indovina, La città diffusa, Daest, Venezia 1990; "Tempi delle poetiche spaziali, tempi del sociale quotidiano, e loro riflessi sulle attività urbanistiche", Archivio di studi urbani e regionali n.46, 1993; "Nominare metropoli, immaginare cyburbia, nella città consistente", Territorio n.17, 1994; "Visioni di piano", Cru-Critica della razionalità urbanistica n.2, 1994; "Città diffusa e aree urbane", d'Architettura n.14, 1995; "Per uno scoop sulla città", Controspazio n.2, 1995; "La torta di mele e i buchi neri", Millepiani n.7, 1996; "Calabria", in A. Clementi, G. Dematteis, P.C. Palermo (a cura di), Le forme del territorio italiano, vol.II, Laterza, Roma-Bari 1996. Le preoccupazioni discendono dai rischi di indebite accelerazioni e amplificazioni in sede di conseguenze pratiche e di interventi, che a quelle letture possono legarsi.
27 Per es. in M. Roncayolo, Les grammaires d'une ville, Ecole des hautes études en sciences sociales, Paris 1996, e nel saggio di A. Lévy in S. Ostrowetsky ed., Sociologues en ville, L'Harmattan, Paris 1996. Una porzione di città diffusa non è un quartiere urbano o metropolitano. La prevalenza di certi tipi sociali in certi luoghi non ne esclude la presenza nelle città tradizionali, parti del quadro generale. Su alcune difficoltà dell'analisi società/spazio P. Bourdieu, "Effets de lieu", in P. Bourdieu (dirigé par), La misère du monde, Seuil, Paris 1993 (p.165 in nota: le differenze economiche tra regioni modificano il semplice determinismo della coppia società/spazio).
28 Istat, Rapporto annuale 1994. La situazione del Paese, Istat, Roma 1995, cap.3; M. Torres, F. Morellato, "Le conurbazioni in Italia 1971-1991", Archivio di studi urbani e regionali n.54, 1995. Tra le formazioni sociali garantite dalla Costituzione (A. Barbera, "Commento all'art.2", in G. Branca (a cura di), Commentario della Costituzione, vol.I,, Zanichelli-Il Foro italiano, Bologna-Roma 1975) come vi sono le aree metropolitane vi possono essere le conurbazioni, per quanto comunità più deboli di quelle tradizionalmente intese. L'autodeterminazione delle formazioni sociali nell'ordinamento non è totale: anche chi interpreta la legge 142 come basata sul criterio della popolazione e non quello del territorio, sa che le modifiche di circoscrizioni sono regolate dalla Costituzione.
29 Le indicazioni discendono da regione e provincia al comune, recita la legge toscana.
30 P. Stella Richter, Profili funzionali dell'urbanistica, Giuffrè, Milano 1984; R. La Barbera, L'attività amministrativa dal piano al progetto, Cedam, Padova 1990.
31 B. Secchi, Tre piani La Spezia Ascoli Bergamo, a cura di C. Bianchetti, Angeli, Milano 1994, p. 19.
32 E Ferrari, op.cit., pp. 63-70. Sulla "fantasia democratica" ampiamente M.R. Spasiano, op. cit.
33 Cer, Inu, Inarch, op. cit., p.69
34 C.J. Fox, H.T. Miller, Postmodern public administration, Sage, Thousand Oaks, 1995.
35 Rapport de la Commission Gulbenkian (presid. I. Wallerstein), Ouvrir les sciences sociales, Descartes & Cie, Paris 1996
36 J-E. Lane, The public sector, Sage, London 1993; P. Duran, J-C. Thoenig, "L'Etat et la gestion publique territoriale", Revue française de science politique n.4, 1996; B. Caravita, op. cit; M. Sernini, Alcuni limiti alla delegittimazione sociale delle istituzioni pubbliche di governo urbano", Urbanistica n.98, 1990. I cittadini reclamano efficienza, onestà, sobrietà, servizi funzionanti, controllo sull'attuazione delle leggi e scelte politiche serie della mano pubblica; il ceto politico inventa problemi o commette l'errore di giocare solo la carta istituzionale, come fece istituendo le regioni che solo 10 anni prima erano oggetto di perplessità nel timore di disarticolare lo stato ( G. Lombardi, Civismo, Zanichelli, Bologna 1960). L'incapacità a provvedere nella sostanza, inventa, ingigantendo minoritarie minacce di secessione e cedendo all'ambiziosa arroganza del ceto politico regionale, un federalismo respinto nel secolo scorso, invece di un ragionevole "regionalismo maturo" e perfezionato ( su cui F. Merloni, op.cit.; G. Dominise, "Le ragioni delle regioni: a che serve il Nord-Est", Limes, n.3, 1996). Forse gli espedienti istituzionali non salvano un'Italia senza cittadini nè civismo su cui C. Brice, "La difficile citoyenneté italienne", in H. Bellanger (dirigé par), Le civisme, autrement, Paris 1996.
37 O. Mongin, Vers la troisième ville?, Hachette, Paris 1995; C. de Portzamparc, "Paris: pourquoi parler d'age III ?", in B. Fortier (dirigé par), Métamorphoses parisiennes, Mardaga, Paris 1996. Da coltivare le proposte di G. Maciocco, in A. Huber (a cura di), Territorio, sito, architettura, Lybra, Milano 1995. La possibile riduzione del peso della conservazione nell'evoluzione di una città viva dev'essere considerata: F. Choay, "De la démolition", in B. Fortier, op.cit.; B. Secchi, op.cit., p.180; v. già M. Sernini, La città disfatta, cit., p. 392.
38 S. Campbell, S.S. Feinstein, "Introduction: The Structure and Debates of Planning Theory", nel vol. a cura degli stessi, Readings in Planning Theory, Blackwell, Oxford 1996, p.11.
39 V. Angiolini, op. cit, p.84, che vede lo zoning provinciale; accenni anche nel Rapporto Cer, Inu, Inarch, op.cit.
40 P.Urbani, op.cit. Su piani e strategie M. Sernini, "Rapporti tra piano e pensiero strategico", Archivio di studi urbani e regionali n.35, 1989; sulle strategie come quadri di riferimento generali L. Mazza, "Funzioni e sistemi di pianificazione degli usi del suolo", Urbanistica n.106, 1996.
41 L. Mazza, "Governo e pianificazione metropolitana", in R. Rosini (a cura di), Il governo delle aree metropolitane, Alinea, Firenze 1992