| In realtà, è noto che
proprio il governo centrale ebbe larga parte, insieme ai privati e ad apposite agenzie
pubbliche, in importanti operazioni londinesi dopo lo scioglimento del governo
metropolitano, quando ai boroughs mancava una visione unitaria dell'intera Londra e
l'unico possibile livello superiore restava appunto il governo centrale. Pensiamo
specialmente al gigantesco intervento urbanistico dei Docklands, quando il progetto di
stile americano per i 24 edifici e il grattacielo di Canary Warf venivano visti come
"la Londra di Margareth Tatcher" (7),
a mezzo tra rinnovo urbano e speculazione, tra architettura postmoderna e opere
faraoniche, tra successo e fallimento (8). 2. Nuovo interesse al tema metropolitano. Il crescente disinteresse diffuso un pò dovunque sul tema dei governi metropolitani dopo gli anni '70 era senza dubbio dovuto alla riduttività del solo tema - pur importante - del coordinamento istituzionale tra enti territoriali sui temi amministrativi di area vasta, alle difficoltà di realizzazione, all'esistenza di altre pratiche possibili, nonchè alle incertezze di analisi, previsione e teoria che la controurbanizzazione andava generando. Quando, a partire dagli Stati Uniti, si risveglia l'attenzione sul governo metropolitano o di area "regionale" alla fine degli anni '80, ciò avviene non tanto sul tema del coordinamento di area ai fini dell'efficienza, quanto invece sul tema - meno stimolante sul versante organizzatorio e burocratico e forse su quello gestionale, ma assai più impegnativo e di lungo periodo sul versante socio-economico complessivo - del ruolo della grande città e del suo governo nel rilancio dello sviluppo economico locale o anche solo della interconnessione su vaste reti territoriali allo scopo della sopravvivenza economica (9) (e dell'immagine, capace, si pensa, di attrarre investimenti). Forse, anche, avviene sul versante di un sia pur generico senso di appartenenza alla regione metropolitana dove la città, non estinta ma solo modificata, "attraverso reti interlocali continua ad esercitare la sua influenza" (10). L'epoca "post-urbana" comincia a rappacificarsi con sè stessa quando comincia a rendersi conto che si trova semplicemente in presenza non della morte della città ma di una diversa forma di città, la regione metropolitana. Una città che si estende, che si automodifica, si ricrea (11). |
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