Mentre
il tipo di intervento che Gappert proponeva insieme a visioni del futuro compatibili con
gli scenari alternativi e le spinte alla globalizzazione, doveva sfociare proprio in
"città intenzionali". Intenzionale sarà ancora oggi la progettualità cercata
da un' amministrazione urbana che guarda simultaneamente a società, ambiente, assetto
fisico. Ivi compresi i temi di una democrazia allargata (5). Spesso le intenzioni non vanno in porto o da esse si sviluppano
cose diverse. Ma ciò non può vietare di applicare l'intenzione all'azione politica,
almeno nei singoli progetti. Si sa che l'urbanista sarà sempre più mediatore tra
interessi. Perché non mediatore fornito di progetto (6)?.
In quella città dei cittadini, degli abitanti, pur piena di visitatori, di
collegamenti ed aperture all'esterno, si può cercare il benessere generalizzato:
fuori da facili formule, e senza la pretesa di risolvere problemi generali e sempiterni
dove si incontrano le libertà, i bisogni, i diritti, nei tentativi di giungere a compiute
teorie della giustizia o dell'eguaglianza totale. Una cosa è parlare del benessere
della città, dove la qualità della vita si sostanzia - come in vari paesi che
elaborano indicatori in materia - negli aspetti macroscopici del funzionamento sociale e
del tenore di vita, redditi, occupazione, povertà, criminalità, abitazione,
istruzione, più che nelle virtù naturalistiche; altra cosa è parlare del benessere
dei cittadini, di cui pure l'amministrazione della città dovrà occuparsi.
I problemi del sociale urbano variano in base alle idee di cosa è in un momento
storico e in un dato contesto una situazione di benessere delle persone. Si può andare
dalle concezioni minime, del soddisfacimento dei bisogni elementari o primari, a quelle
che, non dando peso alle classificazioni tradizionali, trapassano dal welfare allo
star bene o well-being personale, alla wellness in senso medico e
psicologico, alla fitness. In un quartiere sperimentale previsto a Valencia - una
mini-città "rurbana" (nozioni non nuove (7)), dove si cura l'interazione con la natura ma il contatto sociale
è affidato a trovate volontaristiche e costrittive pur di configurare qualcosa di diverso
dalla collaudata interazione sociale urbana - ci si fissa sulla "idea dello sport
come mezzo primario di relazione tra la gente" (8). In casi opulenti, come a New York, nelle abitazioni le
attrezzature sportive si integrano sempre più nell'edificio: "la fitness è una
costante che dà forma ben più che alla muscolatura, dà forma alle case" (9). E' opportuno approfondire. |