1 M. Quaini, La mongolfiera di Humboldt, Diabasis, Reggio Emilia, 2002, seconda parte.
2 Commenti in A. Gustapane, G. Sartor, C.M. Verardi, Valutazione di impatto ambientale. Profili normativi e metodologie informatiche, Giuffrè, Milano, 1992, e in A. Crosetti e altri, Diritto dell'ambiente, Laterza, Bari, 2002.
3 Questa espressione di P. L. Paolillo viene richiamata da F. Longo, La tutela giuridica dell'inquinamento, nell'armonizzazione degli interessi  tra salvaguardia dell'ambiente e protezione dell'attività produttiva, in "Territorio", nuova serie, n. 22, 2002.
4 La tripartizione è ampiamente richiamata da A. Crosetti e altri, Diritto dell'ambiente, Laterza, Bari, 2002.
5 Se dalla Costituzione deve derivare la "linea di condotta" per lo Stato e per coloro che ne fanno parte o ne dipendono: S. Romano, Principii di diritto costituzionale generale, Giuffrè, Milano, 1947, 2a ed.
6 Su entrambe queste sentenze del 1987 A. Gustapane, G. Sartor, C.M. Verardi, Valutazione di impatto ambientale. Profili normativi e metodologie informatiche, Giuffrè, Milano, 1992.
7 F.Cazzaniga, L'ambiente, Tipografia Ronzi e Signori, Cremona, 1886. Sull'ambiente sociale modernamente U. Bronfenbrenner, Ecologia dello sviluppo umano (1979), il Mulino, Bologna, 1979, rist. 2002; W. G. Runciman, The Social Animal, Fontana, Hammersmith, 1999.
8 P. Acot, Histoire de l'écologie, Puf, Paris, 1988 (esiste traduzione italiana).
9 F. Longo, La tutela giuridica dell'inquinamento, nell'armonizzazione degli interessi  tra salvaguardia dell'ambiente e protezione dell'attività produttiva, in "Territorio", nuova serie, n. 22, 2002. Riporta i riferimenti a molte sentenze della Corte Costituzionale, che specialmente dagli anni '80 si è molto occupata del tema ambientale.
10 Ancora F. Longo, La tutela giuridica ecc., citato nella nota precedente.
11 Il blocco totale della mobilità per ridurre - ma non eliminare - l'inquinamento ha ormai assunto ambiti ben più ampi del contesto urbano, riguardando interi territori provinciali o metropolitani, sicchè occorrerebbe addirittura ripensare l'organizzazione degli insediamenti sul territorio in rapporto sia alla mobilità sia agli inquinamenti da traffico privato: M. Sernini, Chiudere il centro al traffico non è una soluzione, in "L'Indice dei libri del mese", n. 4, 2002. V. anche M. Sernini, Lento, andante con moto, vivace con brio, in “Futuribili”, n. 1, 1999 sui Trasporti nel futuro.
12 Così esplicitamente A. Crosetti e altri, Diritto dell'ambiente, cit., p. 60.
13 M. Serres, Le contrat naturel, Bourin, Paris, 1990 (esiste traduz. italiana).
14 D. H. Meadows, D. L. Meadows, W. W. Behrens III, I limiti dello sviluppo, Edizioni Scientifiche e Tecniche Mondadori, Milano, 1972.
15 N. Keilman, The threat of small households, in "Nature", 30 gennaio 2003; J. Liu e altri, Effects of household dynamics on resource consumption and biodiversity, ivi.
16 Vi è chi fa notare che i documenti della conferenza di Rio indetta dall'Onu sono in realtà influenzati prevalentemente da attivisti e politici più che da scienziati: W. Kaufman, No Turning Back. Dismantling the Fantasies of Environmental Thinking, Basic Books, New York, 1994, p. 84.
17 B. Lomborg, The Skeptical Environmentalist, Cambridge University Press, Cambridge, 2001, 9a rist. 2002.
18 J. R. McNeill, Qulacosa di nuovo sotto il sole. Storia dell’ambiente nel XX secolo, Einaudi, Torino, 2002, p.456.
19 U. Beck, La società del rischio. Verso una seconda modernità (1986), Carocci, Roma, 2000.
20 M. Barratt Brown, Models in Political Economy, 2a ed., Penguin, London, 1995, il cap. 11 della parte II, The Green Model. Va evidenziato comunque che anche il "modello" verde viene ricompreso da questo economista tra i modelli dell'economia capitalistica.
21 Sul punto N. Luhmann, La comunicazione ecologica, Angeli, Milano, 1990. V. anche K. Eder, The Social Construction of Nature, citato.
22 R. Delort, F. Walter, Storia dell'ambiente europeo, Dedalo, Bari, 2002.
23 Ampiamente il capitolo I di S. Schama, Paesaggio e memoria, Mondadori, Milano, 1997.
24 G. Spini, Autobiografia della giovane America. La storiografia americana dai Padri Pellegrini all'Indipendenza, Einaudi, Torino, 1968.
25 K. Thomas, L'uomo e la natura, Einaudi, Torino, 1994.
26 Morelly, Codice della Natura (1755), Einaudi, Torino, 1952, reprint 1975.
27 D. Diderot, Ritorno alla natura (titolo apposto nell'edizione italiana del) Supplemento al Viaggio di Bougainville (1796), Laterza, Roma-Bari, 1983.
28 G. Cocchiara, Il mito del buon selvaggio. Introduzione alla storia delle teorie etnologiche, D'Anna, Messina-Firenze, 1948, rist. 1976. Si veda tra l'altro pag. 7: " Il cosidetto selvaggio, prima di essere scoperto, è stato inventato". Sulla presenza, già nel ‘700, delle critiche alla civiltà occidentale accanto alla nostalgia per lo stato selvaggio e accanto ai primi tentativi di studio scientifico delle popolazioni, E. Sestan, Il mito del “buon sevaggio” americano e l’Italia del settecento, in E. Sestan, Europa settecentesca ed altri saggi, Ricciardi, Milano-Napoli, 1951. V. anche A. Gerbi, La disputa del Nuovo Mondo (1955), Adelphi, Milano, 2000. Del resto, anche nel ‘700 non sempre i “selvaggi” sono considerati dagli occidentali come in regola con la natura: nei viaggi del Capitano Cook nel 1769, raccontando dell’usanza di parte degli abitanti di Tahiti di disfarsi della prole indesiderata, si parla di “costume inumano e contrario ai principi fondamentali della natura” ( J. Cook, Giornali di bordo nei viaggi d’esplorazione, primo volume, Il viaggio dell’ ”Endeavour” 1768-1771, Tea, Milano, 1994, p. 171). Secondo gli scienziati dell'Appello di Heidelberg del 1992 (tuttora pubblicato in Internet, Heidelberg Appeal, e al quale aderiscono oltre 4000 scienziati tra cui decine di Premi Nobel), probabilmente lo Stato di Natura non è mai esistito: il tema è ripreso in W. Kaufman, No Turning Back. Dismantling the Fantasies of Environmental Thinking, cit. Sulla perdurante deriva turistica dei temi dell’esotismo qualche osservazione critica in M. Sernini, Lo sfondo invadente, in M. Giovannini, D. Colistra (a cura di), Le Città del Mediterraneo, Kappa, Roma 2002 (Atti del II Forum Internazionale, Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria).
29 C. N. Ledoux, L'architecture considérée sous le rapport de l'art, des moeurs et de la législation (1804) , Hermann, Paris, 1997, capitolo su La maison du pauvre. Il tentativo di « idealizzare la vita contadina nella sua bucolica semplicità » è seguito anche, sempre a fine ‘700, dal teorico tedesco dell’arte dei giardini, C. C. L. Hirschfeld, Theory of Garden Art (orig.. germ. 1779-85), ediz. Inglese a cura di L. B. Parshall, University of Pennsylvania Press, Philadelphia, 2001, Introduzione della curatrice, p. 27, che precisa che l’immagine della nobiltà terriera che si ritira nell’Arcadia era un luogo comune, e certamente la tendenza ad esteticizzare la vita in campagna aiutò a mascherare gli aspetti reali della vita dei contadini poveri.
30 G. P. Marsh, L'uomo e la natura. Ossia la superficie terrestre modificata per opera dell'uomo (1872), Reprint, Angeli, Milano 1988. Sulla "graduatoria" animali/uomo v. le vecchie ipotesi di C. Goretti, L'animale quale soggetto di diritto (1928), estratti, in P. Di Lucia (a cura di), Filosofia del diritto, Cortina, Milano, 2002. Ma dovrebbe valere ancora l'ipotesi che, se l'animale ha diritto a non soffrire, anche l'uomo, nella sua corporeità animale ( richiami al corpo sono giustamente assai frequenti tra i filosofi, in tempi di sofferenze e mortificazioni annunciate; si veda per es. G. Agamben, L'aperto. L'uomo e l'animale, Bollati Boringhieri, Torino, 2002), potrà avere gli stessi problemi e diritti.
31 Sull’obbligo di ginnastica, spesso connesso anche a regimi politici, G. L. Mosse, L’immagine dell’uomo, Einaudi, Torino, 1997.
32 Forse siamo nel campo delle tante amate correzioni, che l’ordinamento italiano intende immettere nelle leggi ricavandole dai principi dei Trattati europei (DDL 1753 sul riordino della matria ambientale, in discussione al Senato dall’aprile 2003) ? Non sempre buon esempio di temperamento tra libertà diverse (com’era per es. la presenza di scompartimenti diversi per fumatori e non fumatori sui treni) , o neppure forse del concetto di libertà, si ha quando la pubblicità anti-fumo asserisce che così si dà ai viggiatori “una libertà in più”; la protervia di una “azione affermativa”, ancora scusabile quando avviene in favore di minoranze, qui avverrebbe in favore di una maggioranza di viaggiatori che si asserisce l’abbiano richiesta. Tra i fumatori potrebbe essere vista quasi come una sia pur blanda persecuzione; in armonia col criterio per cui, dopo aver fatto diventare norma sociale una condanna snitaria di un comportamento, il tssuto sociale in alcune sue parti importanti tenda a far considerare, al di là del codice penale, un comportamento socialmente riprovevole come quasi uguale ad un reato. L’intento di “correggere” i comportamenti fa forse già parte dei rudimenti di un governo sopranazionale e mondiale in corso di radicamento? Ironizza sull’abbondanza di correzioni un romanzo americano, J. Franzen, Le correzioni, Einaudi, Torino, 2002. Più morbida può essere la ricorrente affermazione, nei più vari campi, che occorra “creare una coscienza” (di volta in volta, federalistica, ciclistica, pedonale, salutista o altro; si arriva fino al “modificare la cognizione spaziale della gente”, che compare in ambienti tedschi: MVRDV, RheinRuhrCity. The hidden Metropolis. The Regionmaker, Hatje Cantz, Ostfildern-Ruit, 2002, p. 275). 
33 A. Schiavi, Le case a buon mercato e le città giardino (1910), Angeli, Milano, 1985; H. V. Lanchester, The Art of Town Planning, Chapman, London, 1925. Quanto alla salubrità dei luoghi pubblici urbani, già a fine ‘700 era consigliata l’apertura di parchi pubblici, v. C. C. L. Hirschfeld, Theory of Garden Art (orig.. germ. 1779-85), cit.; e il Governo della Pensilvania nel 1700 obbligava i cittadini a piantare almeno un albero vicino a casa (M. Azzi Visentini, Il palladianesimo in America, Il Polifilo, Milano, 1976.  Inoltre, da sempre gli architetti e i teorici della città consigliano che per costruire le città si scelgano luoghi non insalubri.
34 L. Sfez, La santé parfaite. Critique d'une nouvelle utopie, Seuil, Paris, 1995.
35 Con possibili aspetti anche costituzionali. In una convenzione internazionale che mira a ridurre il marketing del tabacco, in discussione sotto l’egida dell’organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, è previsto il bando della pubblicità e delle sponsorizzazioni dei fabbricanti di tabacco, “nell’estensione ammessa dalle costituzioni degli Stati contraenti”: Heading off a tobacco plague, in “International Herald Tribune”, 11/3/2003. Nel momento in cui si limita il mercato del tabacco, si agevola invece con altre leggi il mercato delle armi. L’ecologico vince sull’umano?
36 W. Fulton, The Reluctant Metropolis, The Johns Hopkins University Press, Baltimora, 2a ed., 2001.Critica, tra i tanti, la pseudo cittadina Disneyana di “Celebration” J. Rykwert, The Seduction of Place. The City in the Twenty-first Century, Pantheon Books, New York, 2000; v. anche M. Sernini, Il dandy omologo, in M. L. Frisa, M. Lupano, S. Tonchi, Total Living, Charta, Milano, 2002.
37 J. W. Goethe, Teoria della natura, Boringhieri, Torino, 1958, p. 138-43.
38 Questa la sensata osservazione di N. Crowe, Nature and the Idea of a Man-Made World. An Investigation into the Evolutionary Roots of Form and Order in the built Environment, MIT Press, 1997, nella prefazione. L’autore ricorda l’osservazione di Cicerone, circa l’opera dell’uomo già duemila anni fa: “con le nostre mani abbiamo provato a creare quasi un secondo mondo dentro al mondo della natura”.
39 Ministeri dei Trasporti e della Navigazione, dei Lavori Pubblici, dell'Ambiente, Nuovo piano generale dei trasporti e della logistica, DPR 14 marzo 2001, in "Gazzetta Ufficiale" 16 luglio 2001, supplem. Straordinario 163.
40 G. Pauli, Il progetto Zeri, Il Sole 24 ore, Milano, 1999.
41 A. Dauphiné, L’homme et le milieu, nel Dossier coordinato da J. Bethemont, Le monde méditerranéen. Thèmes et problèmes géographiques, Sedes, s.i.l., 2001.
42 Avvoltoi? Il vero problema è l’eolico, in “Airone”, marzo 2003. Ma intanto in Danimarca, e ora in Gran Bretagna a 5 miglia dalla costa, si predispongono installazioni marine di torri eoliche. In Giappone, ferme per manutenzione 17 centrali nucleari, e fuori uso altre 14, la penuria di energia elettrica a Tokyo spinge a studiare la possibilità di usare per i generatori di elettricità il sistema di fognature e di acque sotterranee: Tokyo faces blackouts of Californian proportions, in “The Times”, 21/3/2003.
43 Bush plan to exploit Alaskan oil thwarted, in “The Guardian”, 21/3/2003.
44 R. Delort, F. Walter, Storia dell'ambiente europeo, Dedalo, Bari, 2002, p. 140.